Cognome: grande problema del momento

17 AGO 20
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Strasburgo ogni tanto ci spara qualche sentenza progressista: ora è la volta del “diritto” a dare il cognome della madre ai figli. Penso che avere un cognome o un altro non sia un problema: è solo questione d’identità anagrafica: cosa c'entrano i diritti? La propria identità, crescendo nella famiglia e nella società, se la dà, nei fatti, il soggetto. Che sia il cognome del padre o della madre o di tutti e due o, più razionalmente, un numero... Sconvolgere il sistema (ho letto secolare, ma è plurimillenario), si può, ma si scardina il sistema anagrafico e già c’è tanto disordine! la cosa mi preoccupa un po', per la verità, perché mi sembra l’ennesimo mattone vuoto per realizzare il progetto (?) “conquiste di civiltà”. Ho parlato di numeri per individuare il singolo individuo, ma ora penso che sarebbe meglio parlare di sigla alfa-numerica e ne vedo alcuni vantaggi: 1) sistema già collaudato (C. F.); 2) impossibilità di errori per omonimia; 3) nessun problema nella scelta dei parenti (+/- meritevoli) d’essere ricordati. E ce ne saranno altri, a parte qualche piccolo problema di memorizzazione (non per i computer, ma per i delicati cervelli umani). Ma anche le storie familiari se ne andrebbero a carte quarant'otto. E se la Consulta bloccasse la novella legge promulgata con leggerezza, invece che impugnare una pretesa ideologica? Cosa ne sarebbe del nostro sistema anagrafico? E' il sistema che viene sconvolto, non un mondo di fantasiosi “diritti”, accampati quando non si è capaci di risolvere problemi seri. Uff! Sarà quel che sarà! All’italiana, sotto la protezione di una traballante Europa. E questa rivoluzione per cosa? Già qualche hanno fa ho letto che non ci sarà più bisogno dell'unione di un uomo e una donna per procreare e i due sessi tendono ad unificarsi (e il fenomeno è già evidente per chi vuol vedere): l'uomo che tende ad effeminarsi e la donna a mascolinizzarsi.